''La mia Casa Bianca avrà divani comodi''
La Michelle privata a colloquio con Oprah Winfrey (La Stampa, 8-3-09)
Michelle Obama si confessa con la popolare conduttrice tv Oprah Winfrey concedendole un’intervista per il magazine «O» che per la prima volta svela i suoi progetti per la Casa Bianca. Si inizia con l’arredamento. «Rifletterà l’identità della nostra famiglia», dice la First Lady, spiegando che vuole «divani comodi con grandi cuscini» al posto di quelli d’epoca, e un po’ scomodi, ereditati dai Bush. Poi ci sono i quadri: al momento, dei Matisse e Picasso, oltre ai ritratti dei presidenti e delle First Lady del passato, ma Michelle pensa a qualcosa di diverso come «opere d’arte contemporanee e tradizionali di nuovi artisti americani». Desiree Rogers, la «social secretary», ha già redatto una lista di «afroamericani, asiatico-americani e ispanici» e presto Michelle deciderà quali saranno i primi acquisti. «Sento la grande responsabilità di trasformare la Casa Bianca in una casa del popolo» dice, usando l’espressione «People’s House» per sottolineare che dovrà essere «aperta» e riflettere il più possibile «l’America di oggi».
Michelle vuole smantellare l’immagine di una residenza-roccaforte simbolo di impenetrabili élites per trasformarla in un «punto di incontro per le persone più differenti», uno specchio su cui riflettere la multiculturalità della società nazionale. La First Lady dice di sentirsi «privilegiata quando torno la sera in una casa così piena di luci» ma confessa di avere due grattacapi: la difficoltà di mantenere i rapporti con i vecchi amici, «perché quando li chiamo per raccontare cosa facciamo con Barack mi rispondono di averlo già letto sul giornale» e la solitudine delle figlie, Malia e Sasha. L’entrata al 1600 di Pennsylvania Avenue, lo scorso 20 gennaio, la ricorda così: «E’ stato quasi come un matrimonio, grande e complicato. Abbiamo avuto la famiglia con noi, gli ultimi ospiti sono andati via solo la domenica, il lunedì mattina è stato molto strano, ci siamo alzati, Obama è andato al lavoro dopo aver fatto colazione assieme, così, improvvisamente ci siamo tutti accorti che vivevamo nella nostra nuova casa».
Quando Oprah, che è stata una delle più importanti sostenitrici di Barack durante la campagna, la incalza chiedendole di aprirsi, Michelle risponde: «Faccio sempre tutto al meglio che posso, mi piace vivere con gusto, voglio restituire ciò che ho avuto la fortuna di ricevere e questo è il motivo che mi spinge a chiedermi cosa posso fare per far condividere al popolo americano la mia esperienza». Per il resto, le foto scattate da Bruce Weber per «O» raccontano la giornata passata assieme dalle due donne più potenti d’America. Michelle ha un vestito arancione firmato da Michael Kors con sopra un cardigan giallo di cashmere, mentre Oprah indossa un Rachel Roy color lilla, tinta unita. Passeggiano nei giardini che portano il nome di Jacqueline Kennedy, sotto l’East Colonnade, salgono sul Truman Balcony e conversano da vecchie amiche nella Yellow Oval Room, al secondo piano della West Wing, dove si trovano gli appartamenti privati della First Family. Uno degli scatti è sulla copertina del magazine. E’ la prima volta che Oprah decide di condividerla con qualcun altro. Per immortalare la nascita di un tandem di prime donne che appare destinato a tener banco a Washington negli anni a venire.